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Scommesse: George Soros investe nel betting, grossa bet da $66 milioni per lo squalo di Wall Street

George Soros - dopo essere diventato uno degli azionisti di riferimento di WSOP Interactive - investe ora in DraftKings, società leader nei Daily Fantasy Sports e bookmaker USA autorizzato in diversi Stati nord americani.

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13/05/2020 12:03

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George Soros – uno dei più grandi speculatori della storia dei mercati finanziari – , ha deciso di investire nel mondo delle scommesse, investendo 66 milioni di dollari in azioni di Draftking (circa 2,7 milioni di titoli classe A), la piattaforma leader dei Daily Fantasy Sport negli Stati Uniti.

Lo rivela Bloomberg e la notizia è stata confermata dalla SEC (Securities and Exchange Commission, la Consob statunitense). Soros ha agito attraverso la Quantum Partners (una società di trading al 100% della Soros Fund Management). La società dell’89enne uomo d’affari non ha voluto commentare la grossa bet.

Negli USA, decine di Stati stanno regolamentando il settore legale delle scommesse (parliamo potenzialmente del primo mercato mondiale) e DraftKings, grazie ai Daily Fantasy Sports, dispone di un database enorme di clienti amanti dello sport.

Ricordiamo l’operazione di Betfair che ha acquistato Fanduel (la rivale di Draftkings), trasformato due anni fa in uno dei bookmakers di riferimento in alcuni stati come il New Jersey.

A seguito della fusione tra Flutter e The Stars Group, il neonato gruppo detiene ora una quota di mercato del 40% del mercato a stelle e strisce (fonte EGR Intel), anche grazie alla neonata Fox Sports (in joint venture tra PokerStars-SkyBet e la famiglia Murdoch proprietaria di Fox).

La felice esperienza di Fanduel ha senza dubbio spinto Soros a puntare su Draftkings, leader del mercato dei DFS con una quota rilevante del mercato. Secondo un report degli analisti di Craig-Hallum, i ricavi potrebbero crescere in un anno del 30% e  il valore delle azioni potrebbe – in futuro – essere scambiato a 25 dollari;

Soros ha approfittato di due eventi: da una parte il lockdown dello sport per acquistare ad un prezzo interessante le azioni e dall’altra la quotazione in borsa di Draftking avvenuta ad aprile, con una capitalizzazione sul mercato di 3,3 miliardi di dollari.

Soros è uno dei simboli di Wall Street, una personalità molto influente anche a livello politico: è stato il principale finanziatore del Partito Democratico e delle campagne presidenziali di Barack Obama e Hilary Clinton. E’ uno dei rivali di Donald Trump e soprattutto di Sheldon Adelson (bancomat del Partito Repubblicano).

Proprio il dualismo con il proprietario di Las Vegas Sands, ha in parte compromesso un suo investimento.  Il finanziere di origini ungheresi è da sempre molto attento alle evoluzioni del gioco online: nel 2014 è diventato uno dei principali azionisti di WSOP Interactive (proprietaria di WSOP.com e che detiene anche i diritti delle World Series of Poker), ma la lentezza nella regolamentazione dei mercati statali negli USA del poker online non ha agevolato la crescita del suo investimento.

Indovinate chi ha sabotato – in questi anni – la crescita del mercato legale del poker negli States? Sheldon Adelson, da sempre contro il gioco online per favorire il business dei casinò terrestri (e di Las Vegas Sands). Adelson ha creato una lobby sotto la luce del sole che ha finanziato Governatori e membri del Congresso pur di non far legalizzare il poker da remoto.

Nelle scommesse invece il processo è in fase di crescita ad una velocità disarmante (per l’assenza di lobby rivali) dopo la Sentenza della Corte Suprema che ha autorizzato i singoli Stati a regolamentare, in piena autonomia.

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Draftkings ha esteso le operazioni di gambling con le scommesse sportive online e da mobile in Indiana, New Jersey, Pennsylvania e West Virginia ed è presente nel mercato terrestre con punti vendita in Iowa, Mississippi, New Jersey ed anche nello stato di New York.

Soros, da parte sua, è passato alla storia quando mise in ginocchio, nell’estate del 1992, prima la sterlina (con una forte speculazione) e poi la lira italiana, mettendo in ginocchio il sistema monetario nazionale di Gran Bretagna ed Italia.

La rivalità però con Trump gli è costata cara non solo per la clamorosa e inaspettata sconfitta nel 2016 della sua candidata prescelta Hilary Clinton nella corsa alla Casa Bianca. Proprio 4 anni fa, a seguito dell’elezione di The Donald, Soros scommise contro l’economia USA, prevedendo un crollo ed invece con l’attuale presidente l’indice Dow Jones salì di oltre 9 punti percentuali. Secondo il Wall Street Journal, Soros perse 1 miliardo di dollari.

Aggiornamento – Altri importanti azionisti (NBA e NFL su tutti) sono entrati in DraftKings

Secondo l’update  di EGR Intel, tra gli altri azionisti di DraftKings figurano Mousse Partners (88 milioni di dollari investiti), l’ex gestori di hedge fund Jeffrey Vinik Michael Gordon (20 milioni di dollari) ed anche diversi proprietari di franchigie NBA.

Madison Square Entertainment Corporation, controllata dalla famiglia Dolan (proprietaria dei New York Knicks), detiene quasi 1,5 milioni di azioni, mentre il comproprietario del Boston Celtics Stephen Paglicua possiede circa 566.000 azioni attraverso una partnership con il Gruppo Bollard.

Anche gli investitori della start up (fin dal 2012), Robert Kraft e Jerry Jones continuano a detenere quote.

Kraft, che possiede la franchigia della NFL New England Patriots, insieme ai suoi figli Jonathan e Daniel, possiede 3,53 milioni di azioni DraftKings.

Jones, proprietario dei Dallas Cowboys della NFL e del club della Major League Baseball (MLB) New York Yankees, detiene 194.867 azioni tramite il la sua società di investimento Legends Hospitality.