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Dealer non mischia le carte durante un torneo di poker, casinò multato di $100.000!

Nel settembre dell’anno scorso, durante un torneo di poker, il mazzo non venne mescolato per 16 mani consecutive: multato il casinò. Si tratta dello SugarHouse di Phladelphia, che ora dovrà pagare qualcosa come $100.000.

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08/10/2018 11:30

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Gli errori nel poker, si sa, possono costare parecchi soldi. A quanto pare, non soltanto ai giocatori, ma anche alle sale da gioco. Chiedere per conferma al SugarHouse, un casinò di Philadelphia che a causa di una distrazione.

Per questo motivo, il SugarHouse Casino è stato multato dagli enti regolatori dello stato della Pennsylvania, e la gabella non è cosa da poco: parliamo di qualcosa come poco meno di $100.000.

 

Casinò poker multa

L’interno del SugarHouse

 

La ricostruzione dell’accaduto

Nel settembre del 2017, come hanno rivelato le indagini, al SugarHouse di Philadelphia si è giocato un torneo di poker. Il 23 del mese, un dealer ha distribuito 16 mani da due mazzi non mescolati, senza che se ne accorgesse – e senza che nessuno dei giocatori proferisse parola.

Un video delle telecamere di sorveglianza ha svelato come la luce verde del mescolatore automatico avesse iniziato a lampeggiare, segnale di un malfunzionamento per il quale le carte non venivano più mischiate.

In pratica, il mescolatore era entrato in “sort mode”, cioè una modalità attraverso la quale le carte venivano lette e sistemate in maniera sequenziale e in ordine di semi.

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Nessun caso di collusion

La stessa sala da gioco ha escluso che dietro all’accaduto ci fosse un tentativo di collusion, anche perché dopo le fatidiche 16 mani il dealer si è reso conto della situazione e ha informato il supervisore della poker room. A quel punto il mescolatore è stato resettato e il gioco è continuato senza ulteriori problemi.

“Nessuno dei partecipanti è stato eliminato dal torneo di poker durante le 16 mani incriminate”, si legge in un accordo di patteggiamento sottoscritto tra le parti in causa lo scorso luglio. “Le indagini non hanno identificato né determinato il rapporto vincite/perdite dei partecipanti durante il periodo di tempo in cui l’integrità della partita di poker è stata compromessa”.

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