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Dominik Nitsche: “Il poker negli high roller è noioso? Vi spiego perché non è così”

Secondo il top player Dominik Nitsche, il gioco negli high roller live non sarebbe assolutamente noioso per una serie di motivi ben specifici. In particolar modo quando si entra nella fase calda del torneo e subentrano le implicazioni dell'ICM a rendere impossibile una strategia giusta in ogni situazione

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29/09/2018 10:00

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Secondo molti appassionati di poker, il gioco espresso dai regular dei tornei high roller sarebbe tutt’altro che entusiasmante. Anche se si tratta dei più forti giocatori di poker al mondo, il loro approccio basato sulla GTO renderebbe poco spettacolare osservare questi eventi. Il modo di stare al tavolo robotico, i silenzi assoluti e l’impressione che ogni reg sappia esattamente cosa fare in ogni mano, senza mai andare in difficoltà, sono i fattori che hanno convinto molti appassionati di poker che gli high roller siano “noiosi”.

Non la pensa in questo modo Dominik Nitsche, uno dei pochi pro al mondo che gioca praticamente tutti i tornei high roller indipendentemente dal buy-in. Il fortissimo tedesco ha infatti spiegato in un recente podcast per CardPlayer.com che anche nel poker che si gioca agli high roller c’è spazio per situazioni divertenti. Almeno dal suo punto di vista…

I reg degli high roller e i solver sullo smartphone

“È vero: oggi tutti giocano secondo GTO negli high roller“, ha detto Nitsche. “E capisco che per alcuni sia un poker noioso. D’altronde i reg giocano la mano, poi li vedi tirare fuori lo smartphone e inserire i parametri nel solver per comprendere qual era la cosa giusta da fare. In questo contesto puoi battere qualcuno solo se sai prendere decisioni migliori di lui”.

Dominik Nitsche intento a preparare una puntata

Nitsche ammette quindi che il gioco sia un po’ “robotico”, ma non per questo noioso.

“Il motivo per cui il poker è divertente per me è che ci sono tante situazioni che neanche un solver può risolvere. È chiaro che ci sono molti spot nei quali si gioca con il pilota automatico, ad esempio quando apri da UTG e foldano tutti tranne il big blind: in spot come questi c’è un range nettamente superiore all’altro, quindi su molti flop è tutto automatico (un concetto ripreso recentemente da Daniel Negreanu, ndr). Il poker diventa estremamente interessante quando utilizzi i software e poi applichi ciò che hai imparato al tavolo“.

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Dominik Nitsche: “Heads-up e final table sono i miei contesti preferiti”

Un divertimento forse un po’ da “nerd” quello dello studio sui software, ma poi Nitsche parla anche di situazioni più alla portata di tutti.

“Il poker heads-up è molto divertente, perché non esistono tante situazioni standard. Contrariamente ai tavoli 9-handed, dove i range sono ben definiti, in heads-up ogni mano può condurre a tanti diversi risultati. Lo stesso si può dire del final table, dove gli schemi validi per il resto del torneo sono falsati dalle implicazioni dell’ICM. Questi due contesti – heads-up e final table – sono i miei preferiti”.

C’è un momento sempre divertente quando si parla di tornei di poker…

I tornei di poker diventano divertenti quando subentra l’ICM

Nello specifico, per Dominik i tornei di poker diventano divertenti soprattutto quando l’ICM è coinvolta. Cosa significa concretamente? Che il peso del payout (nel senso che le chips assumono un valore in denaro reale molto più alto rispetto all’inizio del torneo) rende impossibile definire una strategia sempre valida.

“Oggi non avrei più la motivazione di giocare i tornei da $1.000. Lo faccio alle WSOP perché è il mio lavoro ma lo faccio con il pilota automatico, stando attaccato all’iPad. Almeno finché non centro una deep run, perché a quel punto subentra l’ICM si ricreano quelle situazioni divertenti di cui parlavo prima, ovvero si viene a creare un puzzle da risolvere: non c’è più solo la mossa giusta dal punto di vista tecnico ma anche dal punto di vista dell’ICM. Così è tutto più interessante“.

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