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Fedor Holz: “Come mi preparo per le WSOP? Non giocando a poker”

[imagebanner gruppo=pokerstars] Fedor Holz, dopo essersi reso protagonista all’EPT di Malta, è tornato nel proprio appartamento di Vienna, giocando a poker poco e nulla: davanti a lui ci sono infatti l’EPT di Montecarlo, lo SCOOP ed un’intensa estate a Las Vegas targata WSOP, un vero e proprio Tour de Force che si preannuncia tanto eccitante quanto duro.

“E’ importante staccare la spina, per sentirsi poi in qualche modo freschi quando si ricomincia – ha spiegato in una nuova intervista rilasciata a Joe Ingram – dal 29 aprile fino al 15 luglio giocherò dalle 9 alle 12 ore ogni giorno, ed inoltre passare a giocare dal vivo, poi online e quindi nuovamente dal vivo non è facile, hai una quotidianità differente”.

Il tedesco precisa che non ci sia una sensazione migliore che andare deep in un torneo importante, ma sottolinea anche quanto risulti stancante, non soltanto per via delle lunghe ore trascorse al tavolo e delle poche ore di sonno.

“Mentalmente ogni giorno abbandoni le carte sapendo che dovrai rimanere concentrato per quello seguente – spiega- sarebbe probabilmente meglio prendersi una pausa, magari saltare qualche torneo e fermarsi una settimana dopo due mesi, ma non posso pianificarla oggi, perché non sono in grado di prevedere come mi sentirò”.

Per la verità la sua ultima deep run a Malta lo ha lasciato con l’amaro in bocca, visto che “CrownUpGuy” è stato l’uomo bolla del tavolo finale, vittima di una mano da cui è convinto avrebbe potuto salvarsi.

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“Il 99% delle volte che mi trovo in una situazione del genere sono in grado di foldare – ha ammesso – ma in quel momento le emozioni hanno preso il sopravvento, e non sono stato capace di riflettere sulla mano in modo lucido. Inutile pensarci troppo comunque, non mi rimane che fare in modo non accada anche in futuro”.

Futuro in cui non vede più solamente il poker: “Mi piace ancora giocare, ma non tanto quanto un paio di anni fa – ha ammesso – il punto è che ormai i miei progressi sono più lenti, non c’è molto altro che possa raggiungere senza voler provare a diventare un robot, gioco già ai più alti livelli, è chiaro che si può sempre migliorare, ma quanto? Che cosa dovrei fare esattamente, con chi dovrei discutere di strategia? E’ come una sorta di barriera invisibile…”.

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Per un po’ di tempo Holz ha pensato di studiare per diventare uno dei giocatori di cash game più forti al mondo, ma a quanto pare ha accantonato in fretta l’idea: “Si tratterebbe di uno sforzo sovrumano e probabilmente inutile, perché comunque non sarei neppure in grado di avvicinarmi all’obiettivo, troppi professionisti sono ormai irraggiungibili. Ed anche nei tornei, sono convinto al 100% che fra due o tre anni ci saranno giocatori molto più forti di me”.

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Fedor Holz, pronto per il suo Tour de Force (photo courtesy fabfotos)

Ecco che allora Fedor ha in mente qualcosa di diverso, vale a dire studiare davvero molto per diventare una sorta di consulente aziendale, in grado di migliorare i processi lavorativi all’interno di varie realtà lavoraive, unendo conoscenze in campo psicologico con altre in campo finanziario con l’obiettivo di ottimizzarle.

Naturalmente si tratta di un percorso che si prospetta decisamente in salita, e lui è il primo a saperlo, ma la sua indole in questo senso sembra assecondarlo: “Sono il tipo di persona che crede che tutto sia possibile da raggiungere, per quanto possa servire tempo e molto impegno per riuscirci”. E considerando quello che è stato capace di fare nei suoi primi 21 anni, non sorprende che la pensi così.

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