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Doug Polk: “sono tra i 10 top mondiali in heads-up, voglio una pausa” ma sfida un coach di KidPoker

Nel nuovo podcast di Pokernews, "WCGRider" rivela a Sarah Herring di sentirsi ancora uno dei giocatori più forti del mondo e parla del suo rapporto di amore ed odio con il poker, dopo anni di studio e grinding. Nel frattempo si prospetta nuova azione con un noto coach.

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18/02/2021 17:30

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Doug Polk si può godere il malloppone vinto contro Daniel Negreanu (1,2 milioni di dollari più tutte le ricchissime side bets) e nel Podcast di Pokernews ha raffreddato i bollenti spiriti dei suoi fans che lo vorrebbero protagonista nella prossima Galfond Challenge. Il player americano ha annunciato di volersi prendere una bella pausa dall’azione.

Doug Polk

Doug Polk

Ad ascoltare lui, questo break dal poker pare indefinito.

“Non penso – ha detto Doug – che dedicherò molto tempo al poker in futuro”.

“WCGRider” è abituato ad improvvise inversioni ad U, d’altronde le persone intelligenti sono quelle che cambiano idea, in base al mutare delle condizioni e delle occasioni che si prospettano.

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Aveva dato il suo addio al poker già in un’altra occasione. Era uno dei giocatori più ricchi degli high stakes, forse non il migliore in heads-up ma sempre al top quando ha annunciato la sua prematura pensione.

E’ arrivata la pandemia che ha mischiato le carte, ha spazzato via il poker live e così Doug Polk ha deciso, qualche mese fa, di lanciarsi di nuovo nella mischia ed affrontare Kid Poker.

Affermava che non gli piaceva più questo poker online per i solver (“è diventato monotono, bisogna giocare a memoria”), tranne ripensarci e decidere di investire tempo e risorse nello studio del gioco – durante il lockdown – con il supporto di tool e coach per l’heads-up. Ha ingaggiato i migliori per tornare ad essere il migliore.

Galfond per togliersi la ruggine e tornare competitivo, ha bruciato circa 1 milione. Doug invece ha scelto un campo a lui favorevole, sfidando uno degli esponenti della old school (Negreanu)  e solo dopo mesi di duro lavoro.

Ci sono volute 25mila mani per piegare il canadese, ma la sfida è stata dominata dall’inizio alla fine, con Polk sempre a condurre. Era il favorito ed è rimasto tale fino all’ultimo spot.

Nel podcast di Pokernews, alla mitica Sarah Herring ha rivelato: “Penso di essere abbastanza sicuro di essere nei primi 10 giocatori al mondo in heads-up oggi giorno”.

Lui non sente di essere lontano dalla cima della vetta, non vede un grosso gap con i top mondiali. “Si parla spesso di giocatori molto forti, ma non penso che siano così forti come la gente pensa”.

Per quanto riguarda Wiktor “limitless” Malinowski ha detto che è considerato da molti come il padrone della collina, ma Doug Polk non sa frenare la lingua e pone l’attenzione su un fatto: “perché riceve così tanta azione?”. In effetti, se fosse effettivamente considerato il più forte, tutti lo eviterebbero… Una blla stilettata.

Ci prepariamo ad una nuova challenge tra “WCGRider” e “limitless”. Lui raffredda gli animi: ha smentito qualsiasi possibilità di incrociare le armi contro il 26enne bielorusso. Polk non è stupido o ingenuo. Un conto è essere tra i primi 10 ed un altro sfidare un avversario così insidioso e sulla cresta dell’onda ed in fiducia. Diceva un vecchio adagio a Las Vegas che il miglior giocatore è quello che si sa scegliere le giuste partite. E da questo punto di vista, lui ha fatto la scelta migliore (Negreanu).

Ma non rinuncia alla provocazione contro il rivale dell’est. Forse vuol sondare il terreno per imporre le sue condizioni? Chi vivrà, vedrà. La sfida contro “limitless” offrirebbe tanti spunti interessanti.

Il conto aperto con Negreanu potrebbe avere una coda: Polk ha offerto un po ‘di azione al coach del canadese MJ Gonzales ai 100$/200$ (su 4 tavoli), come ricorda il collega Mo Nuwwarah, ma ha allontanato qualsiasi ipotesi di incrociare i guantoni con Bill Perkins o Dan Bilzerian. Vuole evitare il solito teatrino?

“Quando gioco a poker non mi sento felice” ha rivelato al podcast “The Lock-In”. Tanti anni ai massimi livelli ti bruciano. “La routine quotidiana nella challenge con Negreanu e la dedizione nel dover essere competitivo nel 2021, mi ha allontanato ancor di più dalla voglia di giocare ancora”.

Solo il lockdown lo avevano stimolato a dedicare 3/4 mesi allo studio del gioco ed alla preparazione per la sfida con il canadese. Ma quello stimolo sembra venuto meno.

La sua mente (per uno che ha vinto milioni e può godersi realmente la pensione) è orientata ai video games e gli eSports: non ha nascosto che vuole costruire un team competitivo per “Counter-Strike”. Vedremo presto un Polk in versione video gamer?