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Epsen Jorstad: campione del Mondo anche per il fisco, risparmia 3,9 milioni. Attenborough “cartella” da $2.3 M

Sono state rese note le posizioni fiscali dei finalisti del Main Event WSOP 2022, proprio nel giorno in cui l’ex campione del Mondo Jonathan Duhamel ha vinto il ricorso contro Canada Revenue Agency (CRA) che rivendicava il pagamento delle tasse sulle vincite lorde e non nette (ci ritorneremo presto su questa storica sentenza).

L’analisi puntuale – come ogni anno – arriva da una fonte molto credibile, quella del fiscalista statunitense Russ Fox (di Las Vegas) che ha passato in rassegna tutti i nove profili.

Epsen Jorstad: la sua residenza in UK lo salva da una aliquota del 39%

In termini di vincite nette, il campione assoluto è sempre lui: il norvegese Epsen Jorstad che ha incassato un assegno da 10 milioni di dollari e non dovrà pagare nulla al fisco.

Al netto degli eventuali accordi di staking, il neo campione del Mondo si è sottratto alla mannaia dell’esosa agenzia fiscale di Oslo: è residente a Londra e non dovrà quindi pagare neanche un dollaro.

Non lascerà a Las Vegas neanche l’ombra di un dollaro, visto che tra Regno Unito e Stati Uniti esiste una convenzione fiscale bilaterale che rende esenti le vincite sul gioco da qualsiasi tassazione alla fonte.

In UK il gambling e il poker non vengono tassati, le vincite sono esenti.

Quindi doppia esenzione per lui. Se fosse rimasto nella sua Norvegia, avrebbe dovuto donare al fisco del paese scandinavo il 39%, ovvero 3.9 milioni, non noccioline.

Eames esentato! Phillipe Souki schiva l’agenzia francese e un’aliquota del 47,5%

Stesso discorso per John Eames, quarto classificato. Il britannico gode dello status di cittadino e residente in UK. Blindatissimo.

In una botte di ferro anche l’ottavo, Phillipe Souki che vive a Londra da giocatore professionista. Si è trasferito in Gran Bretagna per evitare di essere tassato nel suo paese d’origine, la Francia che è nota per massacrare i redditi alti. Grazie a questa mossa ha risparmiato circa $ 510.000, visto che a Parigi e dintorni l’aliquota applicabile è del 47,5%. W la France!

Attenborough: conto salato dall’IRS per $ 2,3 milioni

Cornuto e maziato si potrebbe dire. Non ce ne voglia Adrian: non solo ha perso l’heads-up per il titolo iridato NLHE, ma appena si è alzato, ha ricevuto – metaforicamente – un conto molto salato dall’IRS, l’agenzia fiscale federale statunitense.

L’australiano Attenborough, risiede a Las Vegas. E’ un giocatore di poker professionista e se in Nevada le vincite sono esenti, non è la stessa cosa per il Governo federale. Mister Attenborough dovrà pagare un’imposta sul reddito per i lavoratori autonomi per $ 2.388.875. La sua vincita netta stimata è di circa $ 3.611.125.

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Duek: l’argentino che vive in Florida dovrà pagare $ 1,5 milioni

Il terzo classificato è stato l’argentino Michael Duek che è residente in Florida, altro stato che non richiede (come il Nevada) il pagamento di tasse per lavoro autonomo. Ma l’agenzia federale busserà alla sua porta per prelevargli circa $ 1.593.064 su $ 4.000.000. Bene ma non benissimo. La sua vincita netta sarà di $ 2.406.936 .

Matija Dobric: il pro croato beffato da una convenzione fiscale non ancora in vigore

Il quinto, il croato Matija Dobric, ha incassato una cifra lorda pari a $ 2.250.000. E’ un giocatore professionista e la sua posizione è tutta da verificare. Quest’anno Croazia e Stati Uniti hanno firmato una convenzione fiscale bilaterale ma non dovrebbe essere ancora in vigore. Pertanto, Dobric dovrà pagare il 30% di ritenuta all’IRS, circa $ 675.000. In Croazia è prevista un’aliquota fiscale per le vincite da gioco d’azzardo con un massimale del 30%. Il poker player però, avendo già pagato negli Stati Uniti, dovrebbe vantare un credito d’imposta verso il fisco croato, per evitare la doppia imposizione.

Jeffrey Farnes e Aaron Duczak: lo status dei due dilettanti del final table

Jeffrey Farnes (sesto) è uno dei due dilettanti presenti al tavolo finale. Ha incassato $ 1.750.000 e essendo un amatore non dovrà pagare l’IRS per il lavoro autonomo. Sarà però soggetto alla tassazione del suo stato di residenza (l’Oregon) che tratterrà la bellezza di $ 950.312.

Il canadese Aaron Duczak (residente nella Columbia Britannica) è l’altro dilettante che ha vinto (grazie alla settima posizione) $ 1.350.000. Per la convenzione fiscale tra USA e Canada dovrà versare il 30% all’IRS.

Matthew Su: sfortunato al gioco e nella dichiarazione dei redditi (47,5% in fumo)

Il nono, Matthew Su, ha lasciato subito il final table: ha visto scoppiare la sua coppia di donne contro una coppietta di nove. Non fortunatissimo neanche lontano dall’action. E’ residente a Washington DC ed è un professionista. Una combinazione letale: su $ 850.675 vinti dovrà versare il 47,5% tra IRS e Office of Tax and Revenue del Distretto di Columbia. E’ come se non avesse mai messo piede al final table del torneo più importante dell’anno.

Ecco una tabella che riassume il prelievo fiscale:

Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.