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Giuliano Bendinelli

Giuliano Bendinelli story, dai campi di calcio con il Genoa all’olimpo del poker europeo: “con un buio pensavo fosse finito tutto”

La vita di un giocatore professionista di poker è tutt’altro che semplice, per i torneisti è ancor più complicato: è una vita spesso solitaria, fatta di lunghe attese tra lo scetticismo di molti, prima di poter trovare la strada del successo.

Puoi essere talentuoso quanto vuoi, ma se sei così ambizioso da voler vincere un evento internazionale e entrare nella storia di questo gioco, “ne devi mangiare di pastasciutta”. Si vive sballottati dalla varianza per anni, devi essere mentalmente di ferro. Ne sa qualcosa Giuliano Bendinelli che ha appena scritto una storia molto originale nel libro dell’European Poker Tour (EPT).

Il suo giorno è arrivato dopo quasi 12 anni e lo ha fatto nel Main Event EPT con la più alta affluenza di sempre: 2.294 entries per un montepremi superiore a €11 milioni.

Il pro genovese però aveva già vinto dei titoli importanti, ma mai come quello conquistato in terra catalana, dove è accaduto l’imponderabile e dove la regola “One Chip, one Chair” si è rivelata ancora una volta veritiera.

Giuliano Bendinelli: “è il giorno più felice della mia vita”

“E’ un sogno, un sogno reale vincere il Main Event, soprattutto questo Main, quello dei record. Sento che è il giorno più felice della mia vita e lo sarò per i prossimi 30 anni. Non penso che ci sarà mai un evento che mi renda più felice di questa vittoria” ha esclamato sul parco della premiazione.

Rimasto con un solo buio (big blind) al final table, è riuscito a incassare a Barcellona un assegno da quasi €1,5 milioni di euro dopo aver vinto l’evento più importante in ambito europeo: il Main Event EPT. “Incredibile, pensavo fosse finita. Nel 99% dei casi esci dopo 5/10 minuti, è un segno del destino”.

L’heads-up è stato emozionante ma molto sofferto nella parte inziale, con il francese Guerrero che ha provato anche a manipolarlo verbalmente, ma Giuliano ha mangiato la foglia, è stato al gioco, sfruttando la sua lunga esperienza ai tavoli. Sembrava girare tutto storto, poi la svolta (che raccontiamo qui).

A pochi metri la madre a fare il tifo insieme a 25 amici che hanno tifato e hanno dato colore a questo epico final table.

Il video della vittoria e l’intervista a PokerNews ieri sera

La legge della B: Bendinelli come Bonavena e Buonanno

Un’impresa riuscita a pochi italiani quella di vincere il Main dell’European Poker Tour. Il primo è stato Salvatore Bonavena a Praga nel 2008. Dopo sei anni è stata la volta di Antonio Buonanno (Montecarlo 2014) e per chiudere Raffaele Sorrentino, sempre nel Principato nel 2017, (in realtà il torneo si chiamava PokerStars Championship). La Picca mancava in Italia da 5 anni, il titolo EPT addirittura da 8 anni. Questo dato per farvi capire la portata della vittoria del Signor Bendinelli, mister EPT “One Chip, one Chair”

Quest’anno c’è andato vicino anche un altro azzurro: Andrea Cortellazzi, secondo a Praga, in un altro torneo dei record. In questa stagione “post” pandemica, l’Italia del poker ha dimostrato di essere molto competitiva nel circuito europeo.

Non è comunque la prima picca EPT importante vinta dal giocatore genovese (lo scopriremo in seguito).

Giuliano Bendinelli: dal Genoa alla conquista del Global Poker Team

Giuliano ha sempre detto di amare la sfida, “ho vissuto il poker come competizione allo stato puro fin dal primo giorno. Sono una persona estremamente competitiva, a 18 anni giocavo a calcio a livello agonistico a livelli alti. Ho fatto tutta la trafila giovanile nel Genoa”.

La sua avventura con il Genoa è iniziata nel 2001 con gli Esordienti A classe ’90 agli ordini dell’allenatore Maurizio Borniotto. Giuliano faceva l’attaccante.

“Quando ho fatto la transizione dal calcio al poker, ho continuato a viverla come una sfida sportiva” ha rivelato ai nostri colleghi di PokerStarsNews.

La prima volta che ho percepito questo senso innato di voler competere in Giuliano è stato a Malta durante l’European Poker Tour del 2015, per l’unica sfida riservata alle Nazionali del poker, nella riuscita edizione del Global Poker Team. La squadra azzurra era formata da Rocco Palumbo, Dario Sammartino, Mustapha Kanit, Andrea Dato e il più giovane di tutti: Giuliano Bendinelli. In palio c’era solo la gloria, il titolo di campione del mondo, zero soldi.

“Bendi” fu il trascinatore di quel team che alla fine si laureò campione iridato battendo la Russia in finale e gli USA (un dream team con Smith e Haxton) nelle eliminatorie. Il pro ligure venne nominato il giocatore del torneo.

Dalle polemiche quotidiane al basso profilo ma il coraggio non gli è mai mancato

C’è stato un periodo della sua vita particolare. Un periodo però che ricorda molto bene e lo ribadisce spesso: “In passato parlavo troppo, oggi è diverso”.

Nel 2015 era uno dei momenti di maggiori popolarità per lui che amava rilasciare interviste non proprio “politicamente” corrette (per usare un eufemismo).

Forse è questa la cosa che più mi è piaciuta di lui: aveva il coraggio di dire quello che pensava in un mondo chiuso e omertoso. Apriti cielo!

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Sui social non ne parliamo, i flame erano all’ordine del giorno. Potevi condividere o meno il suo pensiero ma sapevi che non aveva paura di uscire da determinati schemi o binari.

Era un ragazzo ancora molto giovane, la personalità non gli mancava, ma nel mondo del poker era un personaggio polarizzante: o lo amavi o lo detestavi. In realtà, se lo conoscevi, capivi che era un bonaccione.

Faceva tutto parte del suo carattere ma anche di un percorso.

Il problema è che – per un giocatore professionista – gestire una, due, tre polemiche (e che polemiche!) al giorno, è un dispendio di energie nervose (inutile) che rischia solo di compromettere rapporti professionali (con il resto del field e non solo) che alla lunga fanno la differenza.

Il primo Giuliano era così, nel bene o nel male ma non aveva paura di nulla. In seguito ha capito che era meglio fare un passo indietro per se stesso. Tra il 2016 e il 2017 ha deciso di assumere un profilo più basso ed è stata la mossa della maturità e che l’ha portato a vincere ieri sera.

Dal satellite EPT di Montecatini alla top ten nell’Italian Money List

La sua storia con il circuito europeo è iniziata 12 anni in un circolo di Montecatini quando vinse un satellite per l’EPT Sanremo: arrivò 70esimo, nell’edizione del 2011 vinta dall’inglese Rupert Elder, con 7 italiani nei primi 11 (il primo azzurro Francesco De Vivo al quinto posto).

Quella vinta a Barcellona però non è la sua prima picca: nel 2013, vinse la Monaco Cup, evento da €1.100 per €100.000 tondi tondi.

In quegli anni si è trasferito a Londra per grindare sul .com. Forse uno dei suoi risultati più interessanti è il secondo posto nel 2014 nel Super Tuesday di PokerStars con $89.000 vinti, high roller online da $1.050 di buy-in con 640 players al via.

Prima di Barcellona, l’ultma deep run a un Main EPT è stata a Montecarlo quattro anni fa quando concluse 56esimo. Nel 2018 a Rozvadov ha vinto anche un side event WSOPE, ma l’ultimo squillo importante è stato a Barcellona nell’estate 2019 pochi mesi prima della pandemia (che ha fermato il poker live per quasi due anni) con un 45esimo posto nell’High roller EPT €10.000.

E’ arrivato poi il colpo della vita: “One chip, one chair” che lo renderà uno dei nomi più gettonati nella storia dell’EPT Barcellona per la rimonta al final table.

Nei tornei dal vivo, con la vincita di ieri, sale a $2.488.313 vinti in carriera (si tratta di una cifra lorda che non tiene conto dei buy-in pagati in oltre 12 anni di poker ai massimi livelli) e passa dal 32esimo al settimo posto nell’Italian Money List, scavalcando Sergio Castelluccio, Alessio Isaia e Antonio Buonanno.

Puoi guardare il video dell’intervista di Giuliano Bendinelli con i colleghi di PokerStarsNews

COMPARAZIONE GIOCHI
Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.