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Scommesse, lo stato di salute dei bookmakers con il Covid19: il piano Marshall di Bet365 per i dipendenti, le stime di Snai e William Hill

Doveva essere un anno d'oro per i bookmakers ed il mercato delle scommesse con Euro 2020 e  le Olimpiadi di Tokio ed invece l'emergenza dovuta al Covid19 ha aperto scenari impensabili - fino a poche settimane fa - per tutti gli operatori. E' un momento difficile ma con la ripresa degli eventi sportivi potrà tornare la luce nel settore.

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25/03/2020 19:03

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La famiglia Coates è l’unica azionista di Bet365 ed ha garantito a tutti i propri 4000 dipendenti, stipendi garantiti fino a settembre, nella speranza che ripartano i campionati. Un bel gesto considerando i guadagni record della famiglia negli ultimi anni.  Denise Coates è la donna inglese più ricca.

Fermo il betting terrestre italiano

Siamo nel momento più cupo dell’emergenza dovuta al Coronavirus sia in Italia che negli altri paesi europei ed è normale che vi siano timori tangibili nel mercato del betting, il periodo è delicato. Ma una volta che riprenderanno gli eventi sportivi  (in estate?), il settore potrebbe tornare a crescere di nuovo, con un impatto immediato nell’online.

Più lungo sembra il percorso nel terrestre in Italia.

Ad inizio della crisi si è stimato che con la chiusura delle agenzie, gli allibratori italiani avrebbero perso circa l’80% dei ricavi stimati, i corner (nei bar e nei tabacchi) e l’online erano comunque un deterrente a questo tsunami.

L’onda lunga di questa emergenza sanitaria però ha imposto, come noto, lo stop di tutti i campionati di calcio e dello sport in generale, oltre al divieto nei tabacchini di quasi tutti i giochi.

Solo nella prima fase, lo Stato perdeva circa 400mila euro di gettito al giorno dai mancati incassi per la sospensione del betting, il danno oggi rischia di essere ancora più pesante.

Gli operatori che hanno diversificato il loro business anche in altri giochi però attenuano questo stato di crisi, soprattutto con il casinò online ed il poker.

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La posizione di Playtech e di Snai

Abbiamo avuto modo di consultare le stime aggiornate per il 2020 di un colosso come Playtech che opera principalmente nel B2B. Il mercato dei casinò online tiene. Secondo la nota del provider israeliano vanno bene bingo e poker online. Rendimenti positivi per TradeTech, piattaforma di proprietà dedicata al trading e ai mercati finanziari (+30 milioni di euro di guadagni rispetto al previsionale).

Per i servizi sempre B2B inerenti al betting, la società di Teddy Sagi stima un calo in termini di Ebitda pari a 4 milioni di euro al mese (questo business rappresenta circa il 30% degli utili del gruppo).

In merito al B2C, la società di punta di Playtech è Snaitech: gli analisti della società ango-israeliana prevedono per il brand italiano più famoso del betting una perdita di circa 3 milioni di euro al mese sull’ EBITDA rettificato. In condizioni normali le stime prevedevano per Snai circa 13 milioni mensili.

Per Playtech, le perdite contenute di Snai sono dovute grazie alle entrate dal franchising “con una base a costo fisso”.

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William Hill (-73% in borsa), GVC e il piano di Bet365

Dall’Inghilterra arrivano notizie preoccupanti: le azioni di William Hill valevano  148,85p il 28 febbraio. Venerdì scorso sono scese a 39,86p perdendo il 73% in 3 settimane. Le ultime stime sui profitti del bookmaker della Regina sono in calo di circa 90-110 milioni di sterline.

GVC, proprietaria di Ladbrokes, Coral, PartyPoker e Bwin, prevede un ribasso dei profitti da 130 a 150 milioni di pounds nel 2020.

Bet365, il più grande bookmaker europeo online ha previsto un piano di rifinanziamento per tutelare i propri 4.000 dipendenti, garantendo tutti gli stipendi fino al termine di agosto. La società ha la fortuna di non essere quotata in borsa e l’unico azionista fa riferimento alla famiglia Coates che si è ricordata degli enormi profitti accumulati negli ultimi anni ed ha voluto far sapere che difenderà i propri dipendenti, nonostante lo stop delle competizioni sportive. Un bel gesto.

Le stime al ribasso di Betfair

Stime ben peggiori prevede Flutter, la casa madre di Betfair, Paddypower e Fanduel. La multinazionale irlandese ha previsto – come vi abbiamo anticipato – un calo dell’EBITDA pari a 121 milioni di euro. Tali previsioni erano state stilate prima del lockdown dei betting shop nel Regno Unito (Paddypower ne possiede parecchie). E’ il peggiore scenario in assoluto con lo stop anche delle corse dei cavalli. In tale caso la previsione è di un caldo di 30 milioni mensili dell’EBITDA.

I mercati attivi ed il piano di sostegno del Governo UK per i dipendenti

I bookmakers online e terrestri sono di fronte a quella che viene considerata la peggiore crisi della storia del mercato delle scommesse. Si attende la ripresa dell’attività agonistica.

I mercati attivi sono pochi: William Hill ha fatto sapere di avere registrato discreti numeri nel tennis tavolo, Skybet con alcune corse dei cavalli e levrieri in Gran Bretagna.

L’ippica inglese è sospesa ma in Irlanda ed Australia si continua a correre, mercati dove i bookmakers inglesi sono forti. Servirà però un piano di sostegno del Governo inglese.

Purtroppo i mercati sul calcio difficilmente verranno aperti a breve (la Serie A sta seriamente pensando di chiudere la stagione agonistica), mentre nel tennis si confida in un miracolo per Wimbledon (Roland Garros è stato posticipato a settembre).

Per fortuna l’esecutivo di Boris Johnson sta approvando un piano di sostegno che prevede una copertura dell’80% dello stipendio per chi perderà il lavoro (fino a 2.300 pounds).

Gli operatori inglesi impiegano per il betting circa 80.000 persone nel mondo.

Anche il Governo italiano, in particolare con il sottosegretario all’Economia Laura Castelli ha anticipato che saranno previste delle misure di sostegno per le agenzie di scommesse così come le altre imprese che operano sul territorio.

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