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Scivolone del cash game online italiano nel 2019: -10%. 4 ragioni per rilanciarlo con la condivisa

Se il poker a torneo dà segnali di crescita (+3%) nel 2019, a preoccupare è sempre di più il cash game online che subisce una contrazione a doppia cifra.

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07/02/2019 16:23

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Chi ben comincia è a metà dell’opera, dicevano una volta… e chi parte con il piede sbagliato? Arrivano i primi dati sulla spesa nel poker online nel 2019.

La notizia positiva è che la spesa nei poker tournaments cresce (sempre guidata dagli Sit Lottery con un bel +3% ma anche ai super garantiti delle Winter Series) nel primo mese dell’anno nel poker online italiano ma assistiamo ad un bruttissimo scivolone da parte del cash game (-10%).

La ricetta: rilancio del cash game con la condivisa

Giunto ai minimi storici già nel 2018, il mercato continua a contrarsi e la spesa arretra di altri 10 punti percentuali assestandosi a poco più di 6 milioni di euro. L’aspetto assurdo è che per questo gioco hanno deciso anche di aumentare la tassazione (ora al 25% del rake lordo), nonostante sia da 6 anni in crisi.

Ecco 4 ragioni per rilanciare il cash in Italia con la liquidità condivisa.

Far tornare i giocatori nei circuiti legali

Una caduta sempre più preoccupante quella del cash: considerando che non ci sono ostacoli politici e c’è anche la buona volontà dei Monopoli di voler rilanciare un gioco che è in caduta libera (ADM è stato promotore con Arjel per il progetto europeo), a questo punto pare chiaro che l’unica via di uscita sia la liquidità condivisa con Francia, Spagna e Portogallo. La speranza è che torni in agenda il prima possibile per difendere il gettito del settore: molti giocatori sono andati a giocare all’estero o grindano su piattaforme borderline (cinesi) e illegali. Vanno fatti tornare in un circuito legale.

Gli stessi francesi hanno raccontato in questi giorni che hanno avuto un ruolo attivo con l’Italia per lo studio di questo ambizioso progetto negli ultimi anni. Perché buttare a mare tutto questo lavoro solo per ragioni lobbistiche e commerciali che vanno contro gli interessi dei giocatori?

Tutele per i consumatori rimaste immutate nel primo anno di attività

Nel primo anno di attività, gli enti regolatori coinvolti non hanno riscontrato pericoli per gli utenti, la tutela è rimasta immutata per i consumatori, dettaglio tutt’altro che irrilevante, mentre i dati dei mercati dimostrano un rafforzamento degli stessi. Una crescita costante.

Rilancio dell’action e del gettito fiscale

L’action ai tavoli di cash game è a minimi storici a certi livelli. Per questa ragione alcuni players preferiscono guardare oltre confine, sono costretti a farlo, non trovano action. Con la condivisa ritornerebbero a giocare sulle rooms ADM nei circuiti legali. Sarebbe un grosso beneficio anche per il gettito fiscale, considerando anche che nell’ultima finanziaria sono state previste stime d’entrata poco credibili. Il timore è che non vi siano le coperture finanziarie sufficienti quando ci sarà da tirare le somme.

Rendere più attrattivo il mercato e le concessioni

C’è anche un problema nel rendere attraente il mercato agli occhi degli investitori internazionali ma non solo. Dopo i danni creati dal Decreto Dignità c’è una piccola via d’uscita. Con le nuove condizioni (aumento tasse e divieto pubblicità) le concessioni sono state inevitabilmente svalutate. Che interesse ha un soggetto estero ad avere una concessione se non può fare alcun tipo di pubblicità? Alla fine viene assoggettato ad un regime fiscale molto più oneroso (25% invece del 5% nel peggiore dei casi) e non può fare nulla per farsi conoscere.

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Pinnacle ha già annunciato che molto probabilmente rinuncerà alla propria concessione per scommesse e casinò ed è sulla stessa strada 1XBet. Almeno nel poker online si dovrebbe lavorare per rendere più attrattivo il mercato e cercare di tamponare a questo disastro annunciato voluto dal Governo nel betting.

Agli occhi degli imprenditori del settore, il mercato italiano non è più affidabile come un tempo e la retromarcia sulla liquidità internazionale è stata una bella botta alla credibilità del sistema.

Bilancio gennaio 2019 e quote di mercato

Secondo le stime elaborate da Gioconews con i dati forniti dagli operatori la spesa (raccolta meno vincite) nel cash game si è assestata intorno ai 6 milioni (-10% rispetto allo stesso periodo del 2018). La spesa nei tournaments (Mtt+Sit Lottery) invece è poco meno di 9 milioni di euro (+3%).

Nel poker a torneo PokerStars si conferma leader con il 63,4% della spesa, seguita da Sisal (6,3%) e Snai (6%).

Nel cash game PokerStars possiede il 39,51%, poi troviamo Lottomatica (6,6%) e Snai (6,4%).

Boom casinò: spesa da 72 milioni

Continua l’ascesa dei casinò online con un dato sulla spesa molto elevata rispetto al poker online: 72 milioni di euro! Ed il dato è in crescita del 20,4%. Leader di mercato sono: PokerStars 10,6%, Lottomatica 8,3%, Sisal 7,6%.

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