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Sky limita la pubblicità sul gioco d’azzardo e le scommesse nei suoi canali televisivi

Il Gruppo Sky ha deciso di limitare il numero degli spot televisivi che verranno trasmessi durante le partite di Premier League in Gran Bretagna. Le pressioni dell'azionista Walt Disney e la strategia equilibrata di lungo termine. I bookmakers del terrestre vorrebbero imporre forti restrizioni.

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05/11/2018 10:58

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Il tema sulla pubblicità del gioco d’azzardo sta diventando ogni giorno sempre più caldo, non solo per il Decreto Dignità (che però ha imposto un ban totale che favorirà solo il mercato illegale) ma anche per la presa di posizione del Gruppo Sky che ha deciso di auto-regolamentarsi e limitare gli spot televisivi in Gran Bretagna (in particolare durante le partite trasmesse sul calcio), con un tetto al numero di spot durante le partite di Premier League ma non solo.

L’entità degli investimenti pubblicitari in UK del betting

La politica del gruppo sembra essere molto chiara in materia di scommesse. Si tratta di una decisione senza precedenti con uno dei maggiori gruppi televisivi che ha deciso di auto-limitare le entrate pubblicitarie derivanti dal betting. Solo in Gran Bretagna il mercato del gioco genera un indotto in televisione per 200 milioni di sterline l’anno.

Secondo una ricerca di mercato condotta da Nielsen, l’industria del gioco ha speso un totale di 1,4 miliardi di sterline in advertising tra il 2012 e il 2017. Di questi, 430 milioni sono stati spesi per promuovere il betting. Nel 2012 gli investimenti erano di 64 milioni per quanto riguarda i bookmakers ma la quota è quasi raddoppiata nel 2016: con 127 milioni di sterline spese.

La politica repressiva dell’azionista Walt Disney

A dire il vero, questa drastica scelta “politica” interna di Sky non sorprende, dopo che in UK ed in altri mercati europei, il gruppo televisivo è passato dalle mani del magnate australiano Rupert Murdoch (attraverso la 21st Century Fox) al gruppo Comcast (per la Gran Bretagna) e soprattutto a Walt Disney Company, società che in Florida sta facendo una battaglia senza quartiere per abrogare il gambling nello Stato, a tal punto da finanziarie anche parte della politica locale (è per questa ragione che a Miami difficilmente verrà mai aperto un casinò).

Disney Worldwide Services, ad aprile scorso, ha versato un contributo di 4,6 milioni di dollari ai politici locali per un totale di 6,4 milioni per finanziare le varie campagne elettorali in Florida. Dall’altra parte la tribù Seminole, proprietaria del noto brand Hard Rock, che ha in Florida un casinò ad Hollywood (città turistica nel sud dello stato), non sta a guardare ed è molto presente nelle dinamiche politiche.

Scusate se ci siamo spostati troppo dal tema in esame (pubblicità e gambling) ma queste dinamiche tra gli azionisti spiegano le recenti politiche di Sky.

La Walt Disney Company sta provando anche a scalare la 21st Century Fox di Murdoch per controllare la stessa Sky News, una delle divisioni strategiche del gruppo. Ma lo stesso Murdoch vorrebbe riprendersi il 61% e si è innescato un braccio di ferro con i partner. Sono dinamiche societarie in ogni caso molto complicate perché vi è stata una serie di scambi azionari e vendite tra Walt Disney, Sky e Fox, ma, in estrema sintesi, a luglio la Disney è riuscita ad avere il controllo della 21st Century Fox di Murdoch per 71 miliardi di dollari. Quindi la è logico attendersi una politica più equilibrata in materia di gioco.

Sky: riduzione numero di spot televisivi durante le partite

Ritornando al gambling, Sky ha annunciato che ridurrà drasticamente il numero degli spot televisivi inerenti al gambling. La Pay tv si auto-imporrà un numero massimo di spot sulle scommesse durante le pause pubblicitarie sui suoi canali all’inizo della prossima stagione in Premier, previsto per agosto.

Al momento vengono trasmessi ben 4 spot sul betting nelle pause pubblicitarie durante i match di Premier League. Le restrizioni saranno applicate in tutti i canali della pay-tv, compreso Channel 5. Oltre al betting le restrizioni verranno applicate anche al poker online ed al bingo.

La politica in Gran Bretagna: le recenti misure

In Gran Bretagna questa decisione va nella direzione di un aumento della pressione nei confronti dell’industria del gambling che già dovrà far fronte ad un aumento della tassazione per quanto concerne le scommesse online fino al 21% (dall’ottobre 2019) ed il drastico nuovo limite sui terminali di scommesse a quota fissa (una sorta di slot in versione britannica) che ha ridotto il tetto delle puntate a 2 sterline.

La scorsa settimana, si è dimessa Tracey Crouch, ministro dello Sport, per i ritardi nell’approvare i limiti di scommessa delle macchinette presenti nei betting shops.

Quanto perderà Sky?

I nuovi limiti nell’advertising costeranno a Sky decine di milioni di sterline di mancato guadagno. Nelle vendite di spot televisivi all’industria dell’azzardo, i vari network incassano circa 200 milioni di pounds all’anno e Sky controlla quasi la metà del mercato.

Non è facile calcolare quale sarà il minore indotto considerando che per acquistare ogni spazio televisivo, gli slot pubblicitari vengono messi all’asta.

Dal 2020 inoltre Sky consentirà ai propri utenti di auto-escludere gli spot sul gambling, grazie ad una nuova tecnologia integrata.

La strategia di Sky: evitare ban totale

A prescindere delle dinamiche tra gli azionisti, molto probabilmente la mossa di Sky è da interpretarsi non come demagogica (e con le pressioni interne di Disney) ma bensì equilibrata ed intelligente, perché in Gran Bretagna è aumentata la pressione da parte di alcune correnti dell‘opinione pubblica di ridurre drasticamente la pubblicità, visto che come nel nostro paese, si sta esagerando con una presenza massiccia in televisione di spot televisivi.

Molto probabilmente, in Italia, se non si fosse esagerato con il bombardamento di spot a tappeto durante le partite di calcio e non solo, non sarebbe mai stato approvato un ban totale.

Onde evitare di arrivare ad altro drastico provvedimento come è accaduto nel mercato italiano, in questo modo Sky cerca di auto-regolamentarsi e ridurre gli spot (4 spot sul betting per ogni pausa pubblicitaria durante i match di Premier League è obiettivamente un’esagerazione).

I bookmakers del terrestre favorevoli a forti limiti

Ma sono gli stessi bookmakers che stanno cercando di auto-regolamentare il settore. Il colosso Ladbrokes ha proposto un divieto in televisione fino alle 21 (per tutelare anche i minori) come prevede il decreto Balduzzi in Italia (approvato dal Governo Monti) che prevede un ban sulle televisioni generaliste fino alle 22.30 (non su Sky e Mediaset Premium però). In questo modo Ladbrokes risparmierebbe decine di milioni e questo ban favorirebbe senza dubbio il gioco terrestre (visto che il gruppo dispone dopo la fusione con Coral-Eurobet di un’infinità di betting shop) colpendo la concorrenza dei bookmakers online.

Sky ha venduto proprio quest’anno a The Stars Group, il bookmaker SkyBet per oltre 3,4 miliardi di sterline.

Steven van Rooyen, amministratore delegato di Sky UK, ha dichiarato: “I nostri clienti sono preoccupati per le pubblicità di giochi a distanza in TV – e comprendiamo le loro preoccupazioni. Ecco perché ci siamo impegnati a limitare la quantità di annunci di giochi a distanza su Sky e a proteggere meglio coloro che sono vulnerabili al gioco d’azzardo problematico “. Lo stesso manager di Sky ha sollecitato il Governo Britannico una stretta alla pubblicità del gioco sulle “rivali” piattaforme di Google e Facebook.

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