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Brasile, smacco per Bolsonaro: approvata la legalizzazione del gioco, tassate le vincite nette

Nonostante la forte opposizione di una parte del paese, delle alte sfere ecclesiastiche e soprattutto del presidente Jair Bolsonaro in persona, la settimana scorsa il parlamento brasiliano ha approvato una legge che legalizza e regolamenta il gioco d’azzardo, sia live che online. Del resto, seppure per nulla scontata, l’approvazione era solo una questione di tempo: pure senza una regolamentazione, i brasiliani giocano da sempre e anche tanto, vedi ad esempio nei tornei di poker online dove il paese è da anni una realtà in enorme crescita.

Bolsonaro battuto: la legge sul gioco d’azzardo passa!

Il 24 febbraio scorso, dopo un lunghissimo ping pong legislativo e politico, è passata la proposta di legge presentata dal deputato socialista Felipe Carreras. Il parere contrario della conferenza episcopale brasiliana e un lungo ostracismo da parte del presidente Bolsonaro (che aveva minacciato veto) e dell’ala conservatrice brasiliana non sono bastati, visto che il parlamento ha approvato con 246 voti a favore, 202 contrari e 2 astenuti.

Con i suoi 212 milioni di abitanti, il Brasile diventa così il più grande paese sudamericano ad approvare una cornice legislativa nazionale per il gioco d’azzardo. Ciò fa del paese carioca anche uno dei più grandi – e appetibili – mercati mondiali nel settore.

Previsto gettito di 3,5 miliardi di € e 200mila nuovi posti di lavoro

Il relatore Carreras ha illustrato la legge indicandone i principali benefici: “L’obiettivo è proteggere i giocatori e prevenire. La regolamentazione permetterà allo stato di incassare più tasse, assicurando risorse da destinare a programmi sociali statali e municipali, rinforzando il nostro federalismo fiscale.”

Secondo Carreras, il gettito complessivo che potrebbe arrivare dalla regolamentazione del gioco si calcola in circa 20 miliardi di reais annui, corrispondenti a circa 3,5 miliardi di euro. Notevole anche la cifra relativa ai nuovi posti di lavoro attesi: più di 200mila, tra live e online.

Come funziona la legge brasiliana per i casinò

La chiave per la vittoria, cruciale per convincere molti deputati dell’ala di Bolsonaro, è stata probabilmente uno degli emendamenti approvati, che prevede la creazione di un ente regolatore che risponde direttamente al Ministero dell’Economia. Tale ente sarà incaricato di rilasciare le licenze, ma anche deputato al controllo.

La nuova legge tocca sia il gioco online che quello dal vivo. A proposito di quest’ultimo, fanno già gola le licenze da casinò che verranno rilasciate. La legge prevede una serie di misure atte a favorire la concorrenza e l’equilibrio del mercato: nessun gruppo potrà infatti ottenere di una licenza per ogni regione federale, e comunque non più di 5 licenze globali in ambito nazionale.

Ci sono anche limitazioni geografiche. In generale è previsto il rilascio di una licenza per stati federati con una popolazione fino a 15 milioni di abitanti, due licenze per stati federati con popolazione da 15 a 25 milioni e 3 licenze per quelli con popolazione superiore ai 25 milioni. Esentati gli stati del Parà e dell’Amazzonia, che potranno avere 2 casinò ciascuno.

Sempre per quanto riguarda i casinò terrestri, la legge prevede l’adozione di un software di controllo chiamato “Audit and Control System”, tramite il quale il Ministero dell’Economia potrà monitorare giocate e pagamenti. Inoltre è previsto l’obbligo di opzioni cashless, in modo da evitare un massiccio uso di contante su tavoli e macchine.

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La creazione di nuovi casinò è molto attesa anche per gli investimenti che arriveranno sui vari resort da affiancare alle case da gioco. Anche per questo aspetto il numero dei posti di lavoro che la legge andrà a creare ha raggiunto le stime alte menzionate prima (200mila nuovi posti).

Le tasse

La legge stabilisce che ogni operatore di gioco dovrà pagare una “cide”, una tassa federale unica per ogni modalità di gioco, fissata nel 17%. Inoltre ogni operatore dovrà corrispondere una tassa trimestrale detta TAFIJA (Taxa de Fiscalização de Jogos e Apostas). Per i casinò l’esborso sarà di 120mila dollari a trimestre, mentre per il gioco online sarà di 60mila e per Bingo e “Jogo do bicho” (gioco tradizionale brasiliano) di 4mila.

Il denaro incassato tramite le tasse sarà così ripartito

  • 16% allo stato come tassa di partecipazione
  • 16% alle municipalità come tassa di partecipazione
  • 12% all’istituto brasiliano per il turismo
  • 10% a programmi di sviluppo sportivo
  • 6% alla pubblica sicurezza
  • 5% alla prevenzione disastri naturali
  • 5% per la ricostruzione delle aree colpite da disastri naturali
  • 4% ciascuno alla sanità pubblica,  a programmi di prevenzione del gioco problematico, al fondo per l’infanzia, al fondo protezione animali e al finanziamento di borse di studio

Le tasse ai giocatori

Il nuovo regime legale brasiliano avrà molti vantaggi ma anche qualche dovere in più. Oltre alle tasse dovute agli operatori, è infatti prevista anche una tassa sulle vincite. Si parla pertanto di una trattenuta del 20% sulle vincite nette. Tuttavia, da tale balzello restano esentate le vincite inferiori ai 10mila reais brasiliani, corrispondenti a circa 1.750€.

Brasile nuova mecca del gioco?

Con buona pace del presidente Bolsonaro, dunque, il Brasile si potrebbe avviare a diventare un nuovo e importante polo nel mercato globale del gioco. Anche considerata la delicata situazione internazionale e le sue inevitabili conseguenze sul mercato russo del gioco online, quello brasiliano potrebbe diventare da subito di grande rilievo, per volumi prodotti e capitali mossi.

Anche nel poker live il paese sudamericano potrebbe diventare una appetibilissima destinazione per importanti circuiti. Staremo a vedere, anche perché l’approvazione della legge è soltanto il primo passo di un cammino ancora molto lungo.

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".