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L' Opinione · Scommesse

Addio Decreto Scommesse: il live sempre più verso il Betting Exchange mentre lo stop all’asian handicap…

Quali sono le conseguenze sullo stop al Decreto delle Scommesse? Nel lungo periodo i risultati saranno paradossali rispetto agli attacchi della stampa populista.

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01/08/2019 15:07

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Con lo stop del Decreto delle scommesse, vengono bocciate importanti “innovazioni” (per il nostro mercato non per il mondo) come il cash out (vi abbiamo spiegato qui il funzionamento), l’asian handicap ed altre novità. Stop all’innalzamento dei massimali delle vincite e, ad esempio, non si dà più la possibilità ai bookmakers di annullare puntate calcolate su quote palesemente sbagliate.

Una sconfitta soprattutto per la competitività e credibilità del sistema Italia oltre che per gli utenti. Queste politiche protezionistiche alla fine sono solo dei clamorosi autogoal.

Chi pensa, con questa azione, di sfavorire alcuni operatori (citati in alcuni articoli e bersagliati della stampa populista), in realtà fa l’esatto contrario.

 

Le piattaforme di betting exchange e live betting in rampa di lancio

Le azioni di disturbo sono inutili perché le tendenze dei consumatori, soprattutto online, sono sempre più consolidate in un’unica direzione (live, live e live) e non si possono fermare. Chi non si vuole adeguare tecnologicamente (lato offerta), nel lungo periodo è destinato ad uscire dal mercato.

In ogni caso, tornando al decreto bloccato dopo la presa di posizione di alcuni media populisti, la riflessione da fare è puramente tecnica: negare la possibilità di fare cash out sui bookmakers italiani, alla fine favorisce le piattaforme di betting exchange che agevolano la gestione del live betting.

Ragioniamo per target. Anche gli utenti meno skillati che prendono un minimo di confidenza con il punto/banca, alla fine riescono a gestire meglio le loro scommesse durante un evento e soprattutto a calcolare più agevolmente l’uscita dal mercato (cash out).

I traders sostengono, a ragione, che l’exchange (oltre ad offrire quote competitive) sia uno strumento utilissimo proprio per certi automatismi che si possono ottenere nel live e per una migliore disponibilità (ed aggiornamento) delle quote durante gli eventi, almeno per quelli di cartello (in Italia per le partite minori rimangono i bookmakers sempre un punto di riferimento).

Negare questa possibilità alle piattaforme tradizionali di scommesse, nel lungo periodo le danneggia e non le avvantaggia.

E’ questo il paradosso perché una clientela sempre più consapevole andrà nella direzione opposta, proprio per sfruttare questi strumenti di live betting.

Su queste piattaforme è facile fare trading live anche per i meno esperti, vendere e comprare quote, entrare e uscire dal mercato live. E’ uno strumento molto efficace che, non a caso, usa la maggior parte dei bettors skillati e preparati.

Il cash out manuale

E’ chiaro che per uno scommettitore mediamente preparato, sarà per lui sempre semplice calcolare live i punti di entrata e di uscita sia sui bookmakers classici che sugli exchange durante lo svolgimento di eventi live. Basta una semplice calcolatrice, non serve inventarsi nulla.

Ma come detto, per uno scommettitore alle prime armi che vuole operare live, l’exchange è senza dubbio più intuitivo. E’ da questa osservazione che nasce il paradosso. Avete invece consentito a tutti di avere il cash out automatico, avrebbe agevolato i bookies su questa fascia di clientela.

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Anche perché il ban del cash out è inutile. Come vi abbiamo già anticipato, i professionisti non si avvalgono mai del cash out automatico, preferiscono entrare ed uscire gestendo manualmente tutto, solo quando le quote sono convenienti (c’è valore ad entrare e c’è valore atteso nell’uscire da un trade live).

Non si ragiona in base ai target degli scommettitori

Il problema è che in un mercato evoluto bisognerebbe sempre ragionare in base ai target clienti.

Esistono varie fasce di scommettitori come vi abbiamo detto (quelli scarsi, quelli meno preparati, quelli medi e di professionisti). Tra gli scarsi mettiamo i gamblers che continueranno a perdere con le multiple (lenzuoli da 6/7 eventi senza guardare le quote).

I bettors skillati cercheranno le odds migliori e ragioneranno per valore e saranno vincenti nel lungo periodo, i traders faranno per lo più scommesse live (sempre con value bets) con o senza cash out automatico (applicando stop win e loss anche manualmente).

La fascia media è quella che più di tutti (dopo aver per anni con le schedine multiple) che sta andando sempre di più verso il live.

Come abbiamo sempre detto: fare polemiche sull’introduzione del cash out da parte di alcuni giornalisti populisti è un tentativo goffo e poco credibile. Il cash out si può tranquillamente calcolare manualmente. E qui ci fermiamo, per non essere ripetitivi.

Gli high roller italiani rimarranno nei mercati esteri

C’è una certezza. Questa bocciatura del decreto allontana sempre di più gli scommettitori italiani high roller dal mercato regolamentato. Con l’asian handicap c’era la possibilità di farli rientrare nel circuito legale, così sarà veramente difficile per due ragioni.

La prima è che l’asian handicap è proprio una forma di bet molto usata ed amata dai pro che, in genere, sono esperti nel calcolare handicap e spread. Il loro gioco è accettato dagli smart bookmakers (in genere gli asiatici) che non bannano i giocatori vincenti ed offrono quote molto competitive, con una gestione del rischio ben bilanciata.

Con il ban della pubblicità, il primo bookmaker mondiale Pinnacle qualche mese fa aveva messo in dubbio di voler entrare nel mercato italiano (nonostante la recente concessione per l’online). Avere sbarrato le porte all’asian handicap (specialità della casa) mette a rischio questa operazione di emersione del denaro scommesso dai giocatori high roller italiani (non tutti sono vincenti).

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